Profumi di Sicilia | il Diario di Bordo

PRESTO IL NUOVO ITINERARIO 2017



DIARIO DI BORDO

Vacanza in flottiglia alle Egadi dal 6 al 13 giugno 2015, organizzata da Luca Conti di Albatros

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Diario tenuto sulla barca Easy Going

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SABATO 6 GIUGNO 2015 – 1° GIORNO
Il Gruppo dei 16 partecipanti arriva all’aeroporto di Bologna su un pulmino partito da Borgo Maggiore alle 3.15 di notte.

Il volo Ryan Air parte alle 6,30.
Atterriamo all’aeroporto di Trapani verso le 8 di mattina e ci trasferiamo, con due pulmini, al porto di Marsala. Le barche ci vengono immediatamente consegnate: sono due Doufur 45 di nome Easy Going (di colore bianco e beige) ed Azzurra (di colore bianco e blu), comandate rispettivamente da Luca e da Cristiano.
Mentre i due capitani sbrigano le pratiche di consegna, gli altri fanno colazione in un bar dove incontrano il 17° partecipante partito ieri da Ancona.

Quando torniamo alle barche, Luca tiene il primo briefing alle barche

Crew di Easy Going: Cristina mora, Cristina piccola, Giulia, Vale, Giovanni, Sauro, Christian, Alessandro.

Crew di Azzurra: Elisa, Catia, Matteo, Alessandro S., Filippo, Stefano, Davide.

Mentre alcuni vanno per la spesa (con Giovanni come al solito), Luca controlla che tutto funzioni e spiega i comandi a Christian e Alessandro.
Easy Going è nuova fiammante, bella, con gli spazi ben attrezzati e gavoni dedicati alle cantine.

Dalle 12.00 circa si stiva la cambusa e si salpa da Marsala alle 13.30 circa.

Viaggiamo a motore perché il vento, in media di 9 nodi, è contrario. Dopo un’ora e mezzo siamo a Cala Azzurra, nella punta a sud est di Favignana.

Gli Azzurri mangiano già gli spaghetti (al tonno) prima ancora di aver calato l’ancora e le due azzurre promettono caffè e faccende ai loro uomini. Che classe questa Azzurra!

Il blu su bianco è elegante e tutti quelli che ci abitano sono motivati e chic.
Fanno un figurone anche quando mangiano.
Visto e sentito tutto questo attivismo, le donne di Easy Going come reagiscono?
Confessano di non avere la benché minima voglia di fare altrettanto…almeno per il momento, intendono usare come motto il nome della barca alla lettera: easy going…

Facciamo il bagno in un’acqua bellissima così gelida, ma così gelida come mai nella vita si potrà provare. E’ un bagno in una granita, come dice Stefano, e anche le mute non risolvono.
In spiaggia riconosciamo le sagome di Sonia ed Andrea, il mitico Puccio, nostro amico e skipper Albatros in vacanza questa volta via terra.
Qualcuno li raggiunge a nuoto o con il tender.
Togliamo presto l’ancora per trovare posto nel porto di Favignana, dove arriviamo verso le 17.00, mangiando patatine per chiudere il buco della fame.
Qui un ormeggiatore si risente con Luca che ha osato nominargli un patto d’attracco con l’amico Gigino…che non si vede.
Luca reagisce da gran signore, ormeggia sulla banchina gestita da un giovane neofito, e vicino a noi ormeggia anche Azzurra.
Dopo le sistemazioni, Puccio viene a salutarci.
Come ci manca!!!!

Stanno per prendere l’aliscafo che, verso le 17,40 poco più in là, arriva ad alta velocità “sgommando” con tracotanza.
La sciagurata andatura fa alzare onde anomale e le due barche si alzano e si muovono a dritta e a manca fino a far toccare tra loro gli alberi, pochi danni fortunatamente ma un lieve spavento.
Luca chiama l’armatore al telefono, il neofito ormeggiatore chiama la capitaneria di porto per lamentare il comportamento del capitano dell’aliscafo (già più volte multato per la sua guida spericolata nel porto). Responsabilità dell’ormeggiatore e dell’aliscafo, sentenziano gli avvocati a bordo. Alessandro rivolgendosi a Sauro inaugura le frasi (che ricorreranno spesso a bordo): “Segni, Avvocato” e “Avvocato, noi per meno di 100.000 euro non ci muoviamo.”
Luca, mentre organizziamo per prenotare il ristorante, è un coacervo di stati d’animo (si capisce dai teschi e dalle saette presenti nel suo fumetto).
Poi, trovato Gino, sposta le barche a ridosso del suo peschereccio dall’altra parte del porticciolo. Gino ci smana la prenotazione alla Bettola e ci indirizza a “Quello che c’è c’è”, dove mangiamo un tot di piatti siciliani.

Poi molti di noi vanno in piazza a vedere Juventus/Barcellona finita 1 a 3; mannaggia.
Peccato che Matteo abbia potuto festeggiare un unico goal con la sua corsa in solitaria nella piazza ed il suo lungo grido. Cosa che comunque è bastata a fargli perdere la voce.
Qui in molti tifano Barcellona…strano, non sembrano spagnoli; che siano interisti?
Fa freddo ed è tardi. Rientriamo alle barche. Finisce la prima lunga giornata…ma per qualcuno dopo qualche ulteriore bicchierino.

DOMENICA 7 GIUGNO 2015 – 2° GIORNO
Si lascia presto questo porto in cui torneremo.
Vediamo la parte nord ovest di Favignana con Punta Sottile, dopo la quale facciamo una breve sosta. In acqua le meduse. Scende al faro la triatleta azzurra Elisa per la sua corsa d’ordinanza (che cercherà di fare ogni giorno insieme ad una lunga nuotata).
Ma il luogo è zona militare e quando anche altri mettono piede a terra, i sorveglianti li cacciano ed issano diversi cartelli per segnalare il divieto di accesso….evidentemente aspettavano noi per farlo.
Rientrata Elisa, leviamo l’ancora e ci inoltriamo in un mare piatto con la nebbia. Sembra surreale questo luogo che è proprio come raccontato da Omero: c’è il sole ma tutt’intorno alla barca è nebbia e non si vede nulla né a poppa né a prua, né a dritta né a sinistra.
Tanto che Luca mette Christian e Alessandro di vedetta a prua. Superata Cala Grande c’è proprio l’”Approdo di Ulisse”.
Per il pranzo e il bagno ci fermiamo a Preveto con l’isolotto al centro della baia.
Acqua fredda ma molto meno di ieri.
Poi si alza il vento e il Capitano indice la regata. Alla partenza Azzurra ha problemi al cavo dell’acceleratore.
Fatte alcune verifiche si parte ma Filo deve spingere direttamente a mano l’acceleratore con il sostegno morale di Matteo.
I marinai di Easy Going si alternano al timone e ai posti di manovra. Da noi si fa anche scuola di vela. Alessandro deve dare la patente e si bea delle istruzioni di Luca…mentre perfino le donne “danno su” per dirgli come deve timonare.

Il vento non è forte ed impieghiamo oltre due ore per rientrare al porto di Favignana dove Gino ci ha riservato due posti (più comodi di ieri sera) nella sua banchina. Quando le barche arrivano, fanno entrambe manovre perfette, ma riscontriamo che Azzurra è piena di gente “con tanto spirito” per aver dato fondo alla cantina di bordo. Gente allegra e leggera con il Capitano fiero della propria ciurma, che dice, quasi cantando, “la barca va da sola”.

La sera ceniamo in paese in ordine sparso: chi alla Bettola (finalmente), chi in un’osteria e le due azzurre, sole, sono al tavolo di un bistrot. Tutti però hanno in comune gli aperitivi prima e dopo, le birre prima e durante, il vino prima durante e dopo, a cui qualcuno aggiunge amari e limoncelli: e così l’allegria ha i gradi alcolici in ogni compagnia. Doveroso, al riguardo, citare il cocktail detto “Moscow mule” ordinato da Matteo mentre si aspettava il tavolo per la cena. Ordinato per primo e servito per ultimo in un bar dove c’erano due baristi, e discutevano in quattro, questo beverone era talmente pieno di zenzero da non poter quasi essere odorato…eppure lo stoico Matteo lo ha preso, sorseggiato (piano piano) invidiando il vino bianco dei suoi compagni, e lo ha perfino portato al ristorante per finirlo. Una menzione meritano anche i primi della bettola: cous cous di pesce, delicatissime linguine alla bottarga ed un altro primo tipico del luogo, particolarmente apprezzato da Stefano.


LUNEDÌ 8 GIUGNO 2015 – 3° GIORNO
Alcuni scendono presto a terra per fare colazione e portano paste e brioches a tutti.
Questa è solidarietà!
Mentre Luca aspetta che arrivino i meccanici per riparare il cavo dell’acceleratore e altre cose, la compagnia noleggia le biciclette e va a Cala Rossa.
“Tutto molto bello”: la campagna, il litorale, il chiosco delle limonate e anche la veduta all’arrivo alla spiaggia. Acqua fredda ma possibile, anzi stupenda, pur con qualche medusina. Bagno, sole e poi rientro su chiamata del Capitano.
Salpiamo subito, e cioè alle 12,30, per Levanzo un po’ a vela e un po’ a motore. Ci fermiamo a Cala Fredda, che si trova a ovest del paese a cui è collegata con una bella camminata. Luca cerca di prendere un polipo anzi lo prende e poi se lo lascia sfuggire.
Aperitivo con gli azzurri da noi alle 15.00 circa…ma senza pranzo. Riposo nel pomeriggio. Ci spostiamo più tardi per andare a Cala Tramontana dove la nostra ancora prende solo dopo lunghe e ripetitive manovre. Il nostro Capitano monta l’amaca. Gli azzurri cenano da noi con Cristiano che cheffa e con Giovanni che sguattera. Buonissima cena a base di risotto ai frutti di mare, tonno acquistato a Favignana da Catia, e pesche alla crema. Serata allegra e fa-vo-lo-sa! Ma nessun aggettivo può rendere…

MARTEDI 9 GIUGNO – 4° GIORNO
La catena dell’ancora di Azzurra è girata attorno ad un sasso e deve essere liberata. Nella notte Matteo aveva “sognato” che la barca si girava e vaneggiava di ciò con il suo Capitano.
Verso le 10,00 salpiamo per Marettimo facendo una piccola regata: 15 nodi al traverso con Easy Going che va a 7 nodi e Azzurra a 8.
La nostra barca è sempre davanti fino a quando Azzurra ci sorpassa sopravvento e la sua crew grida per la vittoria e ci sbeffeggia tenendo alto il tasso alcolico.
Noi abbiamo provato a prendere uno spada che aveva abboccato all’amo ed è sfuggito al nostro Capitano (se aggiungiamo questo alla battaglia persa ieri con il polipo…. che onta!). Le manovre di attracco sono perfette come sempre. Marettimo ha un porto piccolo e delizioso. Scendiamo a terra per pranzare con granite e gelati e vediamo una tartaruga di mare ammalata sottoposta alle cure di esperti del posto.
Poi con due barchini in concessione alla Riserva ci dirigiamo verso le grotte del parco naturale facendo il periplo dell’isola. Vediamo le spettacolari dolomiti marine, chiamate così per la vegetazione, l’altitudine, i colori e i mufloni e stambecchi annunciati più volte ma non avvistati. In compenso in ogni sosta per il bagno troviamo le meduse. Perfino nelle grotte dove molti dei nostri vengono beccati. Chi ha visitato la “grotta dell’amore” ha descritto emozioni forti. Le femmine hanno provato particolare inquietudine per il buio, la ressa e le meduse. I maschi, si sa, sono attratti dalle grotte ed amano infilarcisiglivi. Rientrando al porto ci viene mostrata una parete in cui la pietra sembra avere la forma di quella cosa che i siciliani chiamano “sticchiu”.
A terra ceniamo, un po’ stanchi, al Carrubo: una dozzina di antipasti deliziosi e saporiti tra cui le sarde salate e una parmigiana di melanzane leggera, poi risotto di mare e spaghetti alla norma rivisitata. Infine il cagnetto e poi un dolce.
Mentre la cena sta per finire arriva in paese un elicottero di soccorso, perché non c’è un ospedale attrezzato. Vicino al ristorante rivestono una scarpata piante di pelargonio di colore rosa così grandi e lussureggianti come non ne abbiamo mai viste. In un bar sul mare, turisti nordici intonano cori alpini.
Andiamo al bar per un amaro, ma il barista non si intende di amari, è esperto di “coccoteil”. Fra discorsi seri e discorsi faceti arriva l’ora di dormire. Alle barche torniamo con una sportola piena di risotto spaghetti e cagnetto avanzati dalla più che abbondante cena.

MERCOLEDÌ 10 GIUGNO – 5° GIORNO
Salpiamo presto per andare a Scopello…ma il mare consiglierà a Luca di riparare a Castellammare.
Ad un certo punto della traversata da Marettimo verso Scopello, il motore di Easy Going perde colpi e rischia di spegnersi…e in effetti ogni tanto si spegne.
E’ molto probabile che sia a causa del filtro del carburante. La situazione è tale per cui dobbiamo farci trainare da Azzurra fino al marina di San Vito Lo Capo.
Appena fatti gli ormeggi, gli azzurri, scocciati per il soccorso forzato ed il rallentamento, schizzano via dalla barca (pur sempre con charme) per andare in spiaggia portandosi via le nostre due sirene (Giulia e Cristina mora).
Solo Cristiano resta e insieme consumiamo a pranzo gli avanzi della sera prima, dopo un’esperienza sensoriale fatta con tartine preparate dallo Chef.
Arriva poi Felice, il meccanico che velocemente sistema il filtro del galleggiante del serbatoio. Si riparte poco dopo in regata verso Scopello. Giunti alla baia, a causa dell’onda, la sosta all’ancora è impossibile.
Luca decide allora di riparare a Castellammare, “ridente” cittadina distribuita sul dorso di una piacevole collina. Il nostro Capitano si mette in testa di ficcare Easy Going in uno spazio strettissimo fra due barche già ormeggiate. E ci riesce con grande perizia. Su una di queste, un insolito gruppetto di giovanotti tristi, antichi e davvero poco belli ci guarda con interesse. Un insieme così nutrito di esemplari maschili, tutti quanti tanto “tipici”, è difficile trovarlo…E allora pensiamo: saranno seminaristi in gita premio? No, qualcuno fuma. Che siano ospiti di una comunità di recupero? Certamente non sembrano allegri…e la cosa “rallegra” le nostre due sirene.
Allora, con un po’ di malizia, chiediamo a quello che sembra dirigere la cosa: “Vi siete divertiti, eh?”. E lui risponde “moltissimo”, e che i ragazzi sono “allitruati” per un addio al celibato consumato in mare secondo la moda siciliana. Dalle loro facce da funerale si poteva azzardare che fossero al rientro dalla dispersione in mare delle ceneri di un compianto…in verità quando il proprietario della barca, nel salutarli mentre si allontanano, chiede “a quando il prossimo?” ci sembra che qualcuno metta la mano nel classico gesto che i maschi fanno per scaramanzia…chissà se è la nostra fantasia.
Che bel posto è questo! Andiamo a fare un giro in paese dove c’è un certo movimento, con attraenti ristoranti e tanti tavolini all’aperto, e perfino un grande albero “che cammina” e un cane che mangiucchia le foglie. Matteo chiede una bibita assai frescosa…. lo capiscono e gliela servono! Sono forti questi siculi.
Si cena un po’ a bordo e un po’ sulla passerella con maccheroni alla ricotta, zucchine e pomodorini secchi cucinati da Cristiano lo Chef. Un ragazzo ha rimesso a nuovo una barca di cui è tanto orgoglioso e su cui facciamo alcune foto ricordo. Balli sulla passerella e poi un altro giro in centro. Ci fermiamo in un bar dove Cristina mora fuma il suo primo sigaro…però lo fuma troppo e domattina la pagherà.

GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2015 – 6° GIORNO
Presto si salpa alla volta di Scopello.
E finalmente vediamo questo luogo unico e prezioso, area di proprietà privata non demaniale rientrante nella lista dei beni culturali: dal mare si vede la vecchia tonnara ed in alto il castello.
L’acqua è calda e senza meduse!!!! Yeahhh!
Bagni sole, sole e bagni. Alcuni vanno in paese scendendo a riva con “il tender”. La giornata è perfetta. Il posto è da sogno. Stiamo qui tutto il giorno. A pranzo insalata di riso preparata dagli azzurri, fagiolini, melanzane e peperoni fatti da noi. Partita a carte con Sauro e poi ancora bagni e bagni.
La sera cuciniamo noi: con l’aperitivo, crostini con verdure stufate, e poi spaghetti alla carbonara e al pomodoro, insalata e patate lesse. Stefano è un portento anche in cucina.

VENERDÌ 12 GIUGNO 2015 – 7° GIORNO
Colazione con calma.
Bagno di commiato e poi partenza verso Marsala.
Ci aspettano almeno 6 ore di navigazione per coprire una distanza di 37 miglia. Il cielo è grigio e sempre più coperto di nuvole. Prima procediamo a vela e a motore, perché c’è poco vento. Luca insegna a fare il carteggio ad Alessandro (a cui Christian non risparmia scappellotti): “Ah…ok”.
Vento di poppa: si veleggia al lasco e gran lasco.
Diverse volte siamo costretti a deviare la rotta perché un peschereccio cala ripetutamente le reti. Christian si ciacca un dito del piede andando a prua a manovrare ed impara così la lezione del Capitano: “una mano per sé ed una per la barca”: quando ci si muove sulla barca una mano è per la propria sicurezza e l’altra è per la manovra.
Pranziamo in navigazione finendo quel che è rimasto in cambusa. Sostiamo poi a Cala Rossa ma il tempo non invoglia al bagno. Il mare si è scurito e fa freddo.
Facciamo il tea con le donne avvolte nei teli.
Salpiamo di nuovo verso Marsala.
Saranno ormai le 16.00.
Chi già soffriva il beccheggio sta peggio quando il mare si fa mosso ed il vento rinforza…condizioni per una traversata che diventa impegnativa ed avventurosa come piace a quelli che amano le grotte. “Il vento costringe alla bolina.”
Le vele si gonfiano, l’asse si inclina tantissimo, e la barca fiiilaaaa con un vento che arriva a 32 nodi. Per evitare che la barca straorzi sono ridotti prima il fiocco e poi la randa fino alla prima e poi fino alla seconda mano di Terzaroli.
Vediamo in lontananza il faro di Marsala (1 sec/lampo + 1 sec/lampo + 5sec/eclissi).
Resta lontanissimo per molto molto tempo ed anche Azzurra, che a momenti neanche riusciamo a vedere, tanto è distante per i bordi di bolina.
Tutti gli uomini della Easy Going si alternano al timone e sono sempre impegnati nelle operazioni. Le donne si spostano di seduta ad ogni virata per agevolare le maschie manovre e per spostare il peso sopravvento. L’impresa sembra epica e i nostri uomini hanno finalmente la possibilità di sentirsi dominatori. Questa bella barca, amica barca, così tanto girata sul fianco, ma che non capotterà per questo, rende la traversata emozionante e fa chiudere in modo memorabile questa bella vacanza.
In questa tensione psico e fisica ogni tanto chiama la mamma di Alessandro ad un qualche telefono (visto che lui non risponde al suo). Prende la telefonata la perfetta segretaria di Direzione, Cristina piccola, come già altre volte aveva fatto durante la vacanza.
A forza di zigzagare, arriviamo in porto alle 21.00 circa mentre il vento è ancora fortissimo. Le crews sono eccitate e stordite dalla prova non ordinaria. E tutti si raccontano fatti ed emozioni.
Con un pulmino preso al volo arriviamo ad una delle porte del centro di Marsala: sono passate le 22.00 e qui è pieno di vita e soprattutto di gioventù che parla forte e si è cambiata per la sera. Fa caldo, non si muove aria. Le vie e gli edifici sono belli ed eleganti con marmi e balconi curati. Ordiniamo al Divino Rosso che sono già le 23.00. Il cibo non è degno di nota ma la cena è all’aperto in un corso e nell’atmosfera chiassosa ed animata, gustiamo per l’ultima sera l’accento locale e le passionali intonazioni della Sicilia.
Rientriamo alle barche tagliando a piedi la città. Al mare c’è ancora vento forte. Un po’ di valigie e poi a nanna. E’ tardi e domattina ci alziamo presto.

SABATO 13 GIUGNO 2015 – 8° GIORNO
Sveglia alle 5 e mezzo – 6.
I pulmini sono pronti alle 6,30.
Andiamo a fare colazione nel bar del giorno in cui siamo arrivati, lasciamo a Marsala Alessandro che partirà domani, e ci dirigiamo all’aeroporto di Trapani, dove alle 8,30 parte il nostro volo di rientro.
Poi il viaggio nel pulmino dell’andata tutti insieme un po’ tristi e soprattutto stanchi. Qui l’ultimo briefing di Luca che tira le conclusioni: anche questa è stata una bella vacanza…che ci invita a nuovi (e imminenti) viaggi insieme.

Con Luca non si sbaglia.
Ma anche la compagnia ha fatto la sua parte.

Valeria
Complimenti a Valeria, le parole scritte restano e per tutti noi resterà un ricordo indelebile, grazie!