Diario di Bordo | Nel Regno del Meltemi 2017

Day 1
"Allegria" e "Naya", parte da qui il diario di bordo della nostra nuova avventura in Egeo. Due "sorelle" giovanissime, nate a pochi mesi di distanza in Francia dal cantiere Beneteau...
Sono Oceanis 45 spaziose e sicure, tutto quello che ci serve per la nostra nuova avventura. Check-in, cambusa ed un lungo viaggio alle spalle, sempre tosto il giorno 1, ma siamo certi che verremo ripagati ampiamente nei prossimi giorni di ogni "fatica".

Alle 21 abbiamo finalmente le gambe sotto la tavola, imbandita con tsaziki, insalate greche, riso in foglie di vite e tantissimi appetitosi orekità.

Al tavolo a fianco incrociamo gli amici riminesi (greci d'adozione) Lorenzo e Annalisa. La loro WalkAbout è ancorata al centro della baia, anche per loro giornata di cambio equipaggio ed imbarco. Una calorosa stretta di mano e qualche prezioso consiglio, ci sentiamo privilegiati nel ricevere tanta solidarietà da marinai che reputiamo veri. L'altro animo puro d'eccezione che con la sua penna riesce a descrivere le baie "che quando arrivi è tutto come lo sognavi dalle sue parole" è la mitica Francesca Carignani, nostra preziosa ed esclusiva fonte di Grecia. Forse anche loro hanno riconosciuto in noi la ricerca del navigar sano, rubare attimi e scorci di felicità, senza invadere, volendo lasciare tutto com'è sperando che nel tempo si conservi tutto. Li ringrazio sin da subito perché leggere la Grecia attraverso i loro occhi è davvero emozionante.
Ore 09 salpiamo, da Paros a Sifnos, il vento registra subito 20 nodi che qui sono all'ordine del giorno e che ci permettono di veleggiare a 9 kts di media e divorare le 23 miglia odierne con una andatura al traverso e poca onda.
Siamo diretti a sud, ancoriamo nella
baia di Chrissopigi, con il monastero sul mare simbolo dell'isola. A fianco sorge Apokofto, una spiaggia di sabbia dorata e mare turchese dove vi sono un paio di taverne e nulla più. La storia ce la racconta Georgios, il guardiano del monastero ortodosso, nasce nel 1600 come luogo di riparo per i pescatori, che, rientrando da una battuta di pesca trovano impigliata nelle reti la statua della Madonna con Bambino nella fonte che ancora è esposta a schermo dell'altare al centro della piccola chiesa.
Il ponticello bianco che unisce lo scoglio alla terraferma dà un tocco magico a questo luogo, sbarchiamo a terra con i tender, la nuova grande famiglia Albatros si mescola nel lungo tavolo della Taverna Giovanni, la luna ormai piena illumina il monastero e la rotta di rientro alle barche. Cena squisita, oltre a noi solamente un catamarano, ouzo e chiacchere nel pozzetto,sì è questa la Grecia che stiamo cercando...

Day 2
Dopo la solita tonificante nuotata mattutina, salpiamo le ancore e issiamo le vele. Rotta SW, 17 splendidi nodi di vento, mare quasi calmo. Leo, il più giovane dell'equipaggio (ha compiuto 11 anni da poco) timona fiero, ha qualità fuori dal comune, apprende con naturalezza e vola preciso a 9 nodi di velocità. In un’oretta siamo nel canale tra Polyaigos e Kimolos.
Decidiamo di approdare a Est di Polyaigos esattamente a nord dell'isolotto Manolonisi.
Occhi spalancati e mandibola altezza ombelico per lo splendore di questa ampia baia con acqua celeste. A terra la roccia bianca é scavata morbidamente, l'effetto è quello di un cucchiaio che entra in muro di panna e lascia solchi circolari quasi regolari. Polyaigos che significa "molte pecore", un tempo era famosa perché numerosi greggi popolavano i suoi pascoli e le sue spiagge.
Oggi vanta il record di essere la più grande isola disabitata dell'Egeo. Pranzo in piscina ma verso le 16 lasciamo Polyagos per raggiungere Milos, la costeggiamo da est a ovest sul versante meridionale, quest'isola è un’altra perla Ciclaedea. La spiaggia di kambanes, è esattamente come descritta da Francesca, sormontata da una dolomite bianca, rosa e gialla, un gioco di colori davvero sbalorditivo. Ancoriamo alla ruota a Kleftiko, è quasi notte. Gli equipaggi si sono amalgamati alla grande e si cena a bordo tutti insieme para compartir... Serata di eclissi lunare, serata secca e calda dove si raccontano le stelle, tutti e 19 sdraiati a prua col naso all'insù, ad ascoltare il Puccio narratore per scoprire per la prima volta chi è stato il mito coraggioso ad aver tagliato la testa di MEDUSA...
Day 3
Il "LeoExpress" è puntuale, ed alle ore 08.30 è già diretto verso la piccola spiaggia di Kleftiko).
Per raggiungere questa minuscola lingua di sabbia (20 metri) bisogna zig-zagare tra falesie e pareti di roccia verticale di color grigio chiaro.
Leonardo ha assunto pieno comando del tender e con maestria timona il dinghy in stretti passaggi attraversando grotte ed infilandosi in tutti i buchi navigabili. Non ti stancheresti mai di ammirare un paesaggio simile, i pinnacoli chiudono completamente la baia, le luci ed i colori esplodono guardando fuori dalle grotte. Verso le 11 le barche locali invadono lo scenario, d'altra parte è ferragosto, per noi è il momento di rientrare su a bordo. Dopo pranzo il vento rinforza, salpiamo l'ancora ed a vele ridotte ci mettiamo in rotta 090° la nostra prossima meta é Folegandros. Sotto la vetta più alta di Milos l'anemometro fa registrare 35 nodi di vento. Sono venti catabatici, scendono ed accelerano giù dalle montagne e con violenza investono la barca. Mare blu e creste bianche, questa è l'immagine che ho dell'Egeo, siamo esattamente nel Regno del Meltemi. Le barche volano, il solcometro segna punte a 9.8 nodi, navigazione tosta ma nel canale tra Milos e Polyaigos il vento scende a 25 nodi regolari, Allegria e Naja si sfidano in un match race che dura 25 miglia fianco a fianco sino a Vathi, quando il vento scende a 20 nodi tutti i membri dell'equipaggio si alternano al timone. Naja oggi ha la meglio, onore ai vincitori. Questa è la vela divertente, la vela che ti entra dentro e che non puoi più lasciare, per molti è la prima volta in barca ma i loro volti oggi sono diversi, la trasformazione è in corso, d'ora in poi ogni tanto sentiranno il bisogno di riprendere in mano quel timone e navigare ancora...
Arrivo a Vathi, sul versante sud dell'isola di Folegandros è un’ampia baia molto protetta, il miglior approdo dell'isola. Ancora e cime a terra, altre quattro barche popolano la baia.
Una piccola scalinata porta al ristorante Papalagi, dove Mikalis ci accoglie con tre Red Snapper da 1.5kg e mezzo l'uno e due belle orate pescate nel pomeriggio. Splendida cena, il vento è calato, a bordo l'equipaggio si riunisce, l'euforia di una giornata epica e qualche bicchiere di ouzo lancia la serata musicale. Nel pozzetto si balla, si ride come pazzi e ci si dimentica di tutto il resto del mondo...
Day 4
Risveglio brusco, il vento di caduta soffia trasversalmente sulla nostra "Allegria", la cima a terra tiene mentre l'ancora non ci convince del tutto abbiamo solo 30 mt in acqua e decidiamo pertanto di rifare la manovra di ancoraggio.
Proprio a pochi metri dalla scogliera salta una molla di tenuta degli ingranaggi del salpancora. Per fortuna riusciamo con la manizza a bloccare la discesa inesorabile della catena.
Fiù pericolo scampato. Posizioniamo una seconda ancora di rispetto e ci mettiamo con la testa nel gavone della catena. Alberto, che ha una soluzione tecnica per tutti i problemi, individua subito il guasto ed insieme procediamo alla riparazione. Alle 13 è tutto pronto, gli equipaggi sono sbarcati oggi era in programma la visita alla Chora di Folegandros una delle più belle delle Cicladi. stradine strette intorno al Kastro, tre deliziose piazzette in fila, ombrose, con alcuni negozi e ristoranti, con i tipici tavolini sotto gli alberi. Bouganville ed ibischi colorano i bianchi balconcini di legno delle case. Una vista magnifica sull'Egeo. Il Kastro, Costruito nel 1210 dai veneziani, oggi è il centro della Chora. Noi marinai a bordo, dopo l'intervento ci godiamo un po' di pace ed intimità con le nostre barche.
Chi ha provato sa quanto si sta bene da soli nel silenzio a bordo di una barca all'ancora in una baia deserta.
Le emozioni non finiscono mai, oggi è il compleanno della Simo!
La sera il gruppone ritorna compatto, ottima cena nella Taverna Aykàin con tanto di palloncini allestiti per l'occasione speciale. Nel cielo la luna è pienissima, il LeoExpress questa sera viaggia anche di notte traghettando tutti alle barche. Domani si continua la discesa a sud, buonanotte...

Day 5
Lasciamo Vathi verso le 9.00 ed in meno di un’ora siamo al porticciolo di Folegandros, sulla nostra sinistra le alte e ripide scogliere della costa meridionale di Folegandros cadono a strapiombo sul mare, siamo sottovento e passiamo rasenti alle pareti nella speranza che qualche lampuga abbocchi alla nostra lenza.
Le bimbe hanno sete, dobbiamo completare il pieno dell'acqua ai serbatoi, e rimpinguare il fresco della cambusa. Il porto di Folegandros ha una banchina a L piccolissima, ci saranno 5 posti barca e al nostro ingresso nella baia veniamo rimbalzati a suon di fischiate da una ragazza in divisa che rappresenta l'autorità del porto.
Aspettiamo alla cappa a secco di vele all'esterno del porto, l'aliscafo deve completare le operazioni di sbarco ed imbarco. È un ingresso suggestivo e la presenza di due grandi ed evidenti scogli sull'allineamento di ingresso venendo da sud impone una variazione di rotta. Con mare mosso come quello di oggi gli spazi si restringono, è bene entrare con decisione (2mila giri) ed esser pronti ad aprire un po' di fiocco nello sciagurato caso in cui il motore decida di fare brutti scherzi. Si rolla tanto, nella baia si crea una forte risacca per fortuna il getto dell'acqua dalle manichette è accettabile, il tempo di un Freddo Cafè Medium Sugar e quattro chiacchiere con un navigatore inglese nostro vicino di barca e si riparte. Vento 5 Mare 4, per fortuna al lasco. Leo al timone conduce la barca alla perfezione, ci restano 20 miglia per arrivare a Santorini. A circa metà di questa cavalcata la frizione del mulinello parte decisa e zzzzzzzzzz.
Qualcosa ha abboccato.
Senza fretta prima si mette in sicurezza la barca e poi si lavora alla canna.
Uno splendido esemplare di Alalunga viene raffiato non senza difficoltà causate dal metro e mezzo d'onda residuo.
Tonno on board.
Dopo il piacevole pit-stop riapriamo le vele e giù a 9 nodi verso la Caldera di Santorini. Il vento reale rinforza sino a 25 nodi siamo a vele piene e voliamo col vento in poppa in quello che si tramuta in arrivo trionfale a Santorini. I colori al tramonto sono spettacolari, Oia dal basso è uno spettacolo, qui hanno saputo conservare intatta l'architettura tradizionale della Grecia, con le caratteristiche case costruite nella roccia. Ci inventiamo letteralmente un ormeggio in banchina ad Armenia a fianco di maxi yacht da 150 piedi. Alla vista del tonno tutti sono incuriositi e si avvicinano per ammirare i 17 kg di luminosa bellezza, da tutti e tre gli equipaggi dei mega yacht arrivano offerte di acquisto ma noi siamo irremovibili. Lui non ha prezzo, lui resterà con noi. Giovanni, unico abitante di Armenia, tre case ai piedi della Oia ci dà il benvenuto e ci invita a percorrere i 300 scalini in salita che ci separano dalla più bella frazione di Santorini. Siamo tornati nella mondanità, d'altra parte è ferragosto e siamo su una delle isole greche più inserite nei cataloghi dei viaggi. Nonostante il formicaio di turisti provenienti da tutte le nazioni riconosciamo l'unicità del luogo, la bellezza assoluta va riconosciuta, pittoresche strade ricche di negozi, ristoranti e sontuosi caffè, tutti con una strepitosa vista sul mare. Ceniamo al ristorante flora che appunto presenta una vista mozzafiato.
Dall'alto le nostre Allegria e Naja vengono inghiottite dai MegaYacht illuminati, c'è un piccolo spazio di buio tra le migliaia di luci che espongono il 150 ed il 180 piedi ormeggiate a fianco a noi. Fenomenale! Un dubbio sorge: i generatori continueranno a lavorare tutta la notte? Probabilmente sì ma noi saremo talmente stanchi che dovranno chiederci di smettere di russare! Riprendiamo gli scalini di casa stando attenti a non pestare i sassi morbidi (cacche dei muli che di giorno portano i turisti più pigri in cima alla scalata) tra una risata e l'altra arriviamo nel pozzetto, l'ultimo bicchiere di Ouzo per esser certi si svenir nel letto. Che giornata indimenticabile...
Day 6
Sarà rinominato il giorno del destino...
Tra le più argute qualità il buon navigatore detiene sicuramente quella dell'attenzione. Attenzione ai pericoli certo, ma anche attenzione a cogliere i segnali positivi per poi farsi coinvolgere in situazioni e conoscenze che possono arricchire il suo viaggio. Attenzione nel riconoscere la bellezza e le potenzialità di un luogo.
Salpiamo dal porticciolo sotto Oia per dirigere con non pochi dubbi nella parte sud dell'isola. Domani è giorno di cambio equipaggi e Santorini non è proprio il luogo più semplice per uno sbarco e imbarco. Il porto di Vlikadha a sud/est è piccolo e presenta diverse zone con bassi fondali 2.10mt e ammesso il fatto che si trovi posto in banchina gli ormeggiatori ad agosto impacchettano in serie barche in andana come fosse il molo Audace a Trieste nel periodo della Barcolana. L'alternativa è la spiaggia di Akrotiri ma carreggiare 10 persone sul tender alle 4 di notte non sarà cosa semplice. Il mare è calmo e dobbiamo percorrere poche miglia, lasciamo tender e motore f/b legati a poppa e li trainiamo proseguendo la navigazione a motore. Improvvisamente nel canale si alza un forte vento, e prima di combinare il "patatrac" decidiamo di ridossarci nell'ampia baia di Thirasia per recuperare a bordo tender e motore. Una volta dentro questo ventre di pace, vedendo schiumare il mare di fuori restiamo incantati dalla bellezza di questa piccola isola al centro della Caldera. Da qui Santorini è investita di una luce unica la pace alle 10 di mattina regna ed è un richiamo davvero forte. Inizialmente non ascoltiamo le sirene di Ulisse, dobbiamo andarcene! Poi però ci affianca un battello con a bordo due ragazzi che, incuriositi dalla nostra goffa manovra e dalle nostre esitazioni ci domandano cosa stessimo facendo lì e dove stessimo andando. Ci propongono di prendere due comode boe, ma spiego loro le nostre esigenze e declino l'invito, loro mi guardano come fossi matto, Manolis con sguardo rassicurante e sincero dice che penserà a tutto lui. Che sarei un pazzo ad andare a cercar grane al porto di Thira, ci invita ancora una volta a restare.
Dopo qualche minuto di riflessione, ci affidiamo al destino, capiamo che c'è sempre un motivo se le cose accadono, che Eolo con quel colpo di vento ci ha dato un segnale e non è per caso che siamo finiti a Thirasia. Fiducia agli occhi di Manolis ed in 30 minuti Naya ed Allegria sono una a fianco all'altra a pochi metri dalla piccola taverna di Captain John. Scendiamo a terra per concordare con il Capitano del traghetto i transfer barca+taxi per partenti e arrivanti. Ha capelli e barba bianca, il traghetto che ospita una cinquantina di persone ogni giorno per 1 euro fa la spola tra Ammudi e Thirasia (10 minuti di navigazione). Siamo felici di trascorrere qui l'ultima giornata in quest'isola che si distaccò da Santorini dopo un'eruzione vulcanica avvenuta nel 236 a.C. e che oggi si stacca da Santorini rivendicando ancora la sua autenticità. È ancora un’isola greca in mano ai greci. In cima alla scogliera è arroccata Manolàs, la chora, il centro storico dell'isola. Qualcuno si inerpica in cima per vedere tutto dall'alto. Altri fanno il bagno, noi ce ne stiamo all'ombra di un tavolino in riva al mare ammirando la bellezza di questo posto e le nostre barche con gli stendardi Albatros che anche oggi sventolano fieri. La taverna chiuderà la cucina alle 20.00 mi accordo con il cuoco di Captain John per grigliare i 15 kg di tonno che sono ancora nel frigo di Allegria. Veniamo accolti benevolmente con un tavolone unico da 20 persone imbandito e sistemato sul pontile in riva al mare, le nostre barche sono a 10 secondi di tender, il nostro tonno è sulla griglia e 3 kg di vino fresco sono sulla tavola (qui anche il vino si misura in kili). L'isola si svuota dei turisti dailycruise, tutta Thirasia è per noi ed i ragazzi di Captain John ci dicono che possiamo restare a tavola quanto vogliamo. Con noi resterà Miki guardiano della taverna e barista privato d'eccezione per questa sera. La luna arriva tardi stanotte, ci sediamo come a teatro "On The dock of The bay", Puccio ci esalta raccontando una ad una le stelle della costellazione del capricorno, il cielo è spettacolare e stasera non serve immaginazione basta unire i puntini col laser per vedere Cassiopea, il piccolo delfino, Cefeo e la Bilancia. Racconti di mitologia greca in Grecia. Tutto questo non ha prezzo sono quelle serate che non ti dimentichi, un vento caldo ci investe abbiamo le gambe a penzoloni sul molo, del buon ouzo nei bicchieri con ghiaccio e vorremmo fermare il tempo proprio qui, adesso...
Day 7 e 8
Dopo un’altra lenta giornata a Thirasia torniamo ad Armeni, per dare la possibilità anche al nuovo equipaggio, appena imbarcato su Allegria, di ammirare lo splendore di Oya a Santorini. Questa volta l'ormeggio è più semplice conosciamo bene la manovra. Il capitano del maxi yacht che abbiamo a fianco sembra sorpreso nel vederci e ci avverte della possibile onda del traghetto che passerà alle 3 di notte. Ringraziamo e gli spieghiamo che conosciamo le problematiche della baia di Armeni, e che prima di andare a dormire, quando tutto l'equipaggio sarà a bordo allungheremo le cime di poppa in e ci allontaneremo dal cemento. Passaggio di informazioni tra marinai, forse uno degli aspetti più belli che possono nascere sulla banchina di un porto; la possibilità di scambio, quella solidarietà che va oltre lo stato sociale, la tipologia di barca, il grado di esperienza, la nazionalità; no, qui tutto ciò non conta, siamo tutti piccoli uomini di fronte al mare. Gli imprevisti e le problematiche che possono nascere sono tante, ed è per questo che è un piacere sedersi sulla panchina di legno del molo assieme a Giovanni (arzillo vecchietto di Armeni) ed ascoltare...
La cena bisogna guadagnarsela anche stasera, di nuovo i 300 temibilissimi scalini per arrivare a Oya. Oramai abbiamo gambe sode e polpacci allenati, non ci spaventa più nulla. Questa sera usciamo dalla via panoramica per trovare una taverna greca. Orekità para compartir, e così tutti apprezzano un po' di cucina greca e degustando piatti anche meno conosciuti. Dopo una passeggiata sulla panoramica, torniamo sul viottolo di casa ammirando le luci della sera e quell'azzurro illuminato delle piscine open space dritte con l'orizzonte spianato sull'Egeo, che figata!
Seconda settimana e si inizia la risalita approfittiamo di una insolita giornata con poco vento per trasferirci a Ios. Dopo mezz'ora tutto sommato tranquilla il vento si alza comunque e 17 nodi ci permettono di fare una bolina stretta sino a trovare riparo a Tris Ekklisies sul versante sud est di Ios. È una baia clamorosa, ampia e protetta con colori unici è il 13 di agosto fuori il mare ha le creste bianche, qua dentro regna la pace, ah dimenticavo siamo soli. Ancoriamo a pacchetto Allegria e Naya e partiamo in esplorazione, chi col tender e chi con maschera e pinne. I ragazzi pescano a prua, qualcuno è spalmato al sole con le cuffie alle orecchie, altri ondeggiano sulle amache posizionate tra lo strallo e l'albero. È una giornata splendida, il sole è alto l'acqua è fresca e rigenerante, in tutta la rada si trovano scorci bellissimi, mini spiaggette di sabbia incastonate tra la roccia e lunghe pochi metri, nuotate di ore a perdersi, ad ogni pinnata una sorpresa ma non possiamo spalancare la bocca per lo stupore altrimenti beviamo...

Altro compleanno, questa sera è la volta di Fabrizio, un’ottima scusa per un altro brindisi al tramonto.
Nottata di stelle, coperte a prua per evitare di prendere troppa umidità e laser puntato in cielo.
Questa sera è difficile seguire la lezione, ogni 30 secondi nel cielo si infiamma una stella, con un ritmo impressionante continuano a cadere, 2/3 al minuto e in mezz'ora a testa in su le stelle cadenti avvistate superano la trentina. Siamo fortunati, e pensare che qualcuno non ne ha mai vista neanche una. È finita la bottiglia di Ouzo, è un segnale, s'è fatta una certa, buonanotte...
Day 9
Eccolo! Sono le 03.00 di notte, lo aspettavamo, oggi è arrivato di notte ed ha iniziato ad ululare.
È lui, il Meltemi.
È un vento periodico e ad ogni estate soffia in Egeo da Nord/NordEst causato dalla differenza di pressione tra un'alta sui Balcani e una bassa pressione di natura termica sull'Altopiano Anatolico.
Può picchiare più o meno forte, ma ci sono dei giorni che sottovento alle isole le raffiche di caduta dai monti accelerano e arrivano irregolari, discontinue ma potenti ed in faccia sembrano arrivare dei veri e propri schiaffi; non ci crederete ma se non opponete resistenza il Meltemi vi gira la testa come quando Bud Spencer arrivava con il manone a sbrogliare una rissa al saloon. Non che ci piaccia prendere gli schiaffi sia chiaro, preferiamo le giornate dove il vento è fresco ma quando arriva forte è imponente e ti rimette al tuo posto. Sembra voler ribadire che noi qui siamo suoi ospiti e che le rotte alla fine le decide sempre lui. È proprio allora che ci inchiniamo con rispetto, ma senza piegarci, e lo ringraziamo per le giornate che ci sta regalando. 24 Miglia AntiKeros bolinona stretta e sale in faccia. Vela Racing e regatiamo a vista a tela ridotta a poche centinaia di metri di distanza. Le raffiche in avvicinamento alla meta registrano anche 35 nodi. Arriviamo verso le 14 ancoriamo nello stretto canale tra l'isola "superiore" Pano AntiKeros e l'isola "inferiore"Kato AntiKeros.
È stata una navigazione tosta che ha smosso tanta fame negli equipaggi. Dopo aver verificato la tenuta delle ancore infilziamo le forchette negli spaghetti ed avvolgiamo voraci CHE FAME!!! Le due isole sono disabitate lo spot sarebbe bellissimo se solo ci fosse calma di vento. Nel canale si sta formando un po' di onda, questo ci fa propendere per salpare nuovamente alla volta della più tranquilla Kato Koufonissi. Sono solo 7 miglia ma dobbiamo risalire il Meltemaki (dunque 2 ore e mezzo). Ancoriamo nella sicura baia di sabbia a sud ed al centro dell'isola. Qui le raffiche arrivano al massimo a 20 nodi ma col calar del sole il vento rallenterà la sua forza. Scendiamo a terra con i tender e ci incamminiano percorrendo i sentieri di quest'isola un po' hippie che ospita un enorme e libero camping ed una sola e grandiosa taverna Venetsanos. Una chiesa ortodossa ed un pontiletto per dare rifugio a qualche piccola barca di pescatori, nulla di più. Il resto lo fa il mare che si incunea tra le rocce scavando archi pareti e grotte dorate, creando spiagge protette da qualsiasi vento con delle piccole piscine salate private. Dopo una cena da slacciarsi il bottone dei pantaloni (agnello e maiale erano divini), rientriamo con le pile nel buio delle spiagge alla ricerca dei tender. Il vento si è alzato e complica un poco le operazioni di sbarco. Ma la vera forza di essere in flottiglia è che siamo sempre insieme, ci si dà un occhio a vicenda, così si garantisce la sicurezza di tutti.
Parte dell'equipaggio, rimasto seduto all'esterno dell'ouzeria dove sui tavolini si gioca a backgammon, viene richiamato all'ordine, è ora di rientrare alle barche. Un’altra giornata intensa fatta di vento di sale e di sorrisi infiniti...
Day 10
Il vento soffia teso, Allegria e Naya danzano attorno alle rispettive ancore ma si spostano solo da destra a sinistra con delle belle spazzolate sull'acqua.
Abbiamo 50 mt di catena su 7 di fondale, siamo tranquilli. Scendiamo a terra con i tender per trovare, in una delle tante spiagge, riparo e silenzio. Passeggiando tra i sentieri che si diramano tra una caletta e l'altra si percepisce una forte libertà, i turisti che popolano l'isola sono riservati, parlano a bassa voce, in tanti praticano nudismo. Le tende sono dislocate ad una giusta distanza l'una dall'altra, traspare questo clima peace and love.
È ferragosto e la tradizione vuole che a bordo si cucinino gli Spaghetti alla Carbonara. Siamo in 20 e dunque 3 kg di pasta possono bastare. Pomeriggio di relax a bordo interrotto alle 16 per cercare posto in porto a Pano Koufonissi, dobbiamo fare acqua, l'ultimo serbatoio segna 25%.
Il piccolo porticciolo è pieno, il marinaio incrocia le mani segnalandoci il tutto esaurito.
Ci proveremo domattina. Ancoriamo all'esterno del porto c'è un po' di risacca ed il vento è ancora sostenuto.
Dopo aver telefonato a 2/3 dell'isola riusciamo a parlare con il comandante del traghetto che collega Pano con Kato Koufonissi che ci fornisce un rapidissimo servizio taxi dalle barche alla banchina. Tramonto magico sulla scogliera dietro al cimitero. Poco distante c'è un mulino a vento dismesso che oggi ospita i turisti che scelgono di trascorrere le proprie vacanze in tranquillità in una location sicuramente suggestiva. Attraversiamo il cuore della chora una stradina larga max 2 mt tra case bianche azzurre e fucsia di bouganville. Mentre siamo a tavola il Meltemi riprende di nuovo a soffiare con intensità le barche sono a vista ma un comandante responsabile non è mai sereno quando ci si trova in queste condizioni. Andiamo a controllare da posizione ravvicinata Allegria e Naya, sono lì ci guardano e ci rasserenano, sembrano volerci dire "Tornate a tavola noi da qui non abbiamo alcuna intenzione di muoverci". Alle 23.15 il traghettino ci riporta alle barche. Sbarco abbastanza movimentato con l'onda di risacca che fa muovere pericolosamente le due barche in fase di attracco. Equipaggi tosti e dotati oramai di piede marino, si rientra sani e salvi a bordo. Buon Ferragosto da noi e dal Meltemi.
Day 11
Risveglio ventoso, il Meltemi resterà con noi per altri 2 giorni, sono le 7.30 e ci sono già 25 nodi d'aria.
L'origine mitologica del nome Meltemi è curiosa, ce la racconta Puccio il "nostro" mago delle stelle, ci ricorda che il mito si è originato in seguito all'assassinio di Icario che aveva ricevuto dal Dio Diòniso, il dono supremo di produrre il vino.

La leggenda narra che i suoi assassini lo uccisero per aver confuso l'effetto temporaneo dello stato d'ebbrezza causato dall'ottima mescita di sua produzione con i sintomi dell'avvelenamento. Il suo cane giacque per giorni di fianco al corpo inerme del suo padrone. Gli assassini si erano rifugiati nell'isola di Ceo, nella quale si sviluppò un'aspra canicola durante i giorni in cui sulla volta celeste appariva Sirio, la stella più luminosa in cielo della costellazione del Cane Maggiore che raffigura proprio Maira, il cane di Icario. Ancora oggi un periodo prolungato di aria calda e umida è definito proprio Canicola. Interpellato, l'oracolo di Apollo comunicò che per allontanare l'eccessiva e devastante siccità dovevano essere puniti gli assassini di Icario. Una volta uccisi iniziò a soffiare il fresco meltemi che porto sollievo in tutto l'Egeo. Nei pochi giorni estivi in cui a queste latitudini non tira vento, il caldo è davvero difficile da sopportare e le navigazioni diventano noiose e sudate smotorate.
È per questo che adoriamo il Meltemi, perché ti entra dentro, perché lo sentiamo arrivare addosso, perché ci spettina e ci appoggia il sale sulla pelle, perché la prossima isola te la devi guadagnare alzando le vele e sfrecciando sull'acqua, perché ti fa cambiare itinerario ogni giorno, perché tiene lontana la massa di navigatori che ad agosto affollano tutto il resto del mediterraneo. Scendiamo a terra in costume con i tender, per capire se oggi al porto si riesce a trovare un posto per riuscire a fare acqua.
Fuori c'è l'inferno e nessuno ha la minima intenzione di lasciare il posto barca. Incrocio il comandante del traghetto che ieri sera ci ha fatto da Taxi Boat che ci indica un ormeggio davvero curioso, ci invita ad accostare all'inglese al molo di ingresso del porto sul lato si dritta. Peccato che il molo è lungo 7 mt e la nostra barca 15, ci invita a posizionare una cima intorno al fanale verde di ingresso in porto. È una pura invenzione ma sembra sicura ed è autorizzata dal direttore del porto, a noi non sarebbe mai venuto in mente, navigando si impara, e tanto...
Abbiamo praticamente chiuso l'ingresso del porto ma oggi non vi sono transiti, in 20 minuti riempiamo i serbatoi e togliamo il disturbo con un Pit Stop paragonabile a quello dei meccanici Ferrari. Di nuovo in mare sono le 12, dobbiamo percorrere 14 miglia sino a Skinoussa. Prua a Sud/Est andatura al lasco e navigazione ridossata dalle isole. Bellissima cavalcata sino alla sicura baia di Livadi, molto bella la spiaggia di sabbia nella quale l'ancora affonda bene. Un uliveto a sud è sollecitato dal forte vento che muove all'unisono i rami degli alberi, la natura in concerto, gli alberi oscillano armoniosi assomigliano a dei verdi "Pon Pon". Sbarchiamo a terra ed assistiamo ad un altro spettacolo, in cielo enormi cicogne volteggiano disegnando evoluzioni a bassa quota. La strada che conduce al centro richiede 20 minuti di camminata. Il tramonto è splendido anche stasera. Abbiamo un appuntamento speciale questa sera, avremo la fortuna di conoscere la signora Maria titolare di alcuni Studios e sublime cuoca al ristorante che conduce assieme al marito. Un’accoglienza speciale abbiamo un tavolo apparecchiato nel suo giardino, a 3 metri da un vigneto ed a pochi passi da una piccola cripta bianca e azzurra illuminata. Qua il tempo si ferma, la carne si scioglie in bocca gli orekità a base di melanzane zucchine fave patate horta e fagiolini hanno sapori autentici. Siamo bellissimi a tavola, sorridenti, felici abbronzati, ricorderemo a lungo questa serata conclusa con un improbabile ed improvvisato ballo del sirtaki. La signora Maria è emozionata nel ricevere i i nostri complimenti, dona a Carlotta delle fave e una marmellata fatta in casa. Tanta umanità, eleggiamo Maria per riconoscere il grande valore del popolo greco, dove le cose vengono fatte senza fretta, dove non vince il più furbo e non si cela il sospetto, dove tutto viene fatto con il cuore in mano.
DAY 12
Le previsioni dicono Beaufort Forza 6 in aumento a 7 nel pomeriggio, sono le 06.15, salpiamo all'alba stamane, il silenzio della baia viene rotto solamente dal rumore dei nostri salpancore.
Giochiamo d'anticipo, indossiamo cinture di salvataggio e prepariamo quelle di sicurezza, attraversiamo in sicurezza il canale tra Skinoussa e Iraklia. L'onda non è alta, lì sopra c'è la grande Naxos che per fortuna limita il fetch. Navighiamo verso Ovest a vele ridotte, nel canale tra Naxos e Paros ci sono 25 bei nodi con raffiche a 30. Fabrizio al timone ha lo sguardo fiero, non perde un grado di rotta neanche quando il Meltemi gioca con le onde e produce secchiate di acqua salata nel pozzetto. Bolina larga e mare al traverso, ma il vento spinge sulle nostre vele e la navigazione è piacevole. Alle 11.30 siamo già al traverso dell'altro canale, quello tra Paros ed AntiParos. Le raffiche arrivano a 33 kts ma questo canale è più stretto e corto, in un battibaleno lo superiamo, siamo quasi arrivati e sono solo le 12.30, una bella media di velocità ci consente di entrare per l'ora di pranzo nell'ampia baia a S/E di AntiParos e N/W dell'isola di Despotiko. È un baione enorme di sabbia in 7 metri. Ammainiamo le vele, il mare è tutto bianco ma non vi è onda ci sono raffiche a 37 nodi ma siamo arrivati. Risaliamo lentamente le ultime 4 miglia a motore e diamo fondo all'ancora vicino alla barca del nostro amico Lorenzo Leonello. "Walkabout" (nome della sua barca) ci ha battuto sul tempo è arrivato una 20ina di minuti fà da Milos ed anche per loro è stata navigazione tosta tosta. Dopo una meritata e fresca birra dell'ormeggio ci riposiamo come lucertole al sole. Il vento sino a questa sera non mollerà. Siamo "ostaggi" a bordo di Naya ed Allegria ma quel che importa è che siamo al sicuro. ?Ora fermati, ascolta bene questo vento caldo, è piacevole, ti mette a tacere anche perchè parla lui, rallenta e poi giù forte, farà parte di quelle cose che ci mancheranno a casa anche se ora non ce ne possiamo render conto.? Mettiamo giù i tender e verso le 20.00 scendiamo a terra, il sole sta scivolando in acqua, contemporaneamente il vento allenta la sua pressione. Ceniamo a riva sotto la veranda di Akrogialis Pipinos ad Agios Georgios. Ad impallare la visuale del tramonto una decina di bei polpi appesi ad un filo essicati al sole ed asciugati dal Meltemi... Stavo pensando giusto alle patate che sono in sentina dal primo giorno, chissà se sono ancora buone!? Nessuno ha mai avuto il coraggio di toccarle perchè sono state comprate con l'obbiettivo di abbinarle a del polpo fresco appena pescato. È rimasto un solo giorno, chissà se domani riusciremo a cucinarle..
DAY 13
Questa mattina è tornata la calma, una leggera brezza accompagna la nostra colazione fatta di yogurt miele e frutta fresca, pane tostato con marmellate caserecce e degli ottimi caffè caldi e thè limone e zenzero. Tutti insieme nei pozzettoni di Naya ed Allegria, sono le 7.45 ed è davvero un bel modo per iniziare le giornate. Salpiamo le ancore e navighiamo solo per 800 metri verso NordOvest, questo ci permettere di affiancare le barche a pacchetto e soprattutto di essere vicini a Despotiko per scendere a terra con i tender per vedere come sta proseguendo il restauro del tempio di Apollo. L'isola è brulla e disabitata, un centinaio di pecore pascolano sulla collinetta, l'area del santuario di Apollo non è ancora pronta per le visite dei turisti, a dir la verità rispetto allo scorso anno non sono stati fatti grandi passi avanti. Oggi è venerdì ed il venerdì non si lavora alla ricostruzione; camminiamo comunque sopra pietre ricche di storia, si percepisce la grandezza del luogo e con un po' di immaginazione non è difficile ritrovarsi in piena odissea.
L'isola di Despotiko, dal 1.000 al 1700, fù invasa dai pirati che infestavano l'Egeo e ne fecero una base di ricovero. Venne popolata, saccheggiata e abbandonata più volte prima di essere venduta a Tzortzis Baos di Mykonos e Petros Mavrogenis di Paros, che i locali chiamavano "despotes" (????????). Nell'antica Grecia il dèspota era il padrone di casa, il sovrano assoluto. Il viaggiatore inglese Bent a fine 800 riportò la notizia di primi scavi al tempio in località Mandra, gli stessi scavi ripresi dal 1959 fino ad oggi. Chissà se riusciremo ad ammirare l'opera compiuta un giorno, ma a pensarci bene non importa, ciò che importa è continuare a navigare queste isole e controllare lo stato avanzamento lavori ogni tanto.
Rientriamo alle barche, Andrea a nuoto con maschera e pinne si accorge che sul fondale in 5 mt d'acqua ci sono tante tane di polpo. Si riconoscono perché la tana è evidenziata da una corona di sassolini dove il polpo si mimetizza e lascia intravedere solamente l'occhio. Pazzesca la natura! Penso alle patate sotto al gavone, penso che è tardi (sono già le 13), ma penso anche quando ci ricapiterà? In pochi minuti abbiamo un secchio pieno, l'acqua bolle e le patate sono già dentro. Pranzo euforico in baia era quello che ci voleva per chiudere in bellezza. Laviamo i piatti e salpiamo, ci aspettano ancora 3 ore di navigazione prima di rientrare alla base. Affrontiamo, dopo le rassicurazioni del nostro routier Lorenzo, lo stretto passaggio tra Paros e AntiParos, reso ancor più suggestivo dall'incrocio costante con Kite e WindSurf che spazzolano l'acqua con evoluzioni davvero acrobatiche. 25 nodi e mare calmo, condizioni perfette per loro. Noi abbiamo il vento in faccia e controlliamo attentamente lo scandaglio che al centro del passaggio segna solamente 2.4 mt nel suo punto più basso. Superiamo con attenzione gli scogli affioranti che proteggono l'ingresso al porto di Paros, chissà quante navi ci hanno lasciato le penne! Ultimo tramonto e siamo in banchina, dopo la foto di rito all'arrivo ci facciamo un grande applauso che sorge spontaneo e sincero. Bravi tutti, perché se una semplice vacanza in flottiglia diventa un viaggio eccezionale è merito di tutte le persone che hanno fatto parte di questi equipaggi. A te Grecia, diciamo semplicemente arrivederci, arrivederci alla prossima estate.